
SERBATOI:
PULIZIA E BONIFICA 100% IN SICUREZZA CON “IL BRUCO” DI PETROLTECNICA SPA
Gli incidenti, spesso gravissimi, che accadono sempre più frequentemente durante la pulizia dei serbatoi carburanti, impongono una soluzione radicale: evitare l’ingresso dell’operatore!
Il Bruco, il robot della Petroltecnica Spa. è una eccellente soluzione.
BASTA INCIDENTI MORTALI !
Le cronache sono sempre più terribilmente ricche di eventi drammatici. Nella già tragica casistica degli incidenti sul lavoro, quelli legati agli interventi di pulizia e bonifica dei serbatoi delle aree di servizio carburanti o comunque nella filiera petrolifera occupano purtroppo un ruolo tutt’altro che secondario. Recenti incidenti in raffinerie hanno fatto scalpore, cosi come eventi anologhi presso autolavaggi durante operazioni di lavaggio autocisterne. Il risultato finale sono otto vite e altrettante famiglie distrutte, le ultime di un lungo elenco. “Diciotto vittime in due anni” riporta “La Repubblica” in un servizio su queste tipologie di incidenti.
E’ evidente che il ciclo di produzione e commercializzazione dei prodotti petroliferi comporta l’utilizzo di attrezzature chiuse a tenuta dove i prodotti sono lavorati e poi stoccati. Queste attrezzature richiedono, come tutti i manufatti, interventi di manutenzione e pulizia e proprio questi interventi sono spesso la causa di incidenti mortali.
Concentrando la nostra attenzione solo sui serbatoi interrati delle stazioni di servizio, si possono ipotizzare con buon margine di certezza in circa 100.000 le unità presenti nel territorio italiano. Su una tale quantità di serbatoi le necessarie attività di manutenzione e pulizia comportano in generale un numero estremamente elevato di interventi, con l’inevitabile aumento di rischio incidenti.
MODALITÀ’ OPERATIVE TRADIZIONALI DI PULIZIA E GLI INEVITABILI RISCHI
La pratica di pulizia comune consiste nella successione delle seguenti attività:
- estrazione del prodotto dal serbatoio utilizzando, finché è possibile, la tubazione che pesca sul fondo. Questo non permette, data la conformazione del serbatoio, di estrarre tutto il prodotto. Il prodotto residuo rimane sul fondo mischiato ai cosiddetti “fondami” che si sono accumulati nel corso degli anni;
- ingresso di un operatore, munito di autorespiratore, che procede con la pulizia manuale che consiste nel raccogliere e trasferire all’esterno, in vari modi, il prodotto residuo e i fondami. L’operatore pulisce poi, con acqua e attrezzi manuali, le pareti del serbatoio.
- aspirazione dei vapori (gas freeing) se occorre effettuare ulteriori attività nel serbatoio.
Questa pratica ha diverse varianti a seconda della ditta che interviene: per esempio, immettere azoto per limitare i rischi di incendio o esplosione. Quello che è sempre comune a tutte le procedure è l’ingresso dell’operatore nel serbatoio. Proprio questa è giustamente considerata, anche a livello internazionale, fra le operazioni a maggior rischio per il personale. Essa è già di per sé fortemente disagevole: basti pensare che si tratta di entrare, attraverso l’unica apertura disponibile del diametro di circa mezzo metro in uno spazio chiuso, sotto il livello stradale, della lunghezza di pochi metri e della larghezza anche inferiore al metro e mezzo.
I rischi principali, a parte il disagio, sono quelli di incendio o esplosione e di soffocamento. L’analisi degli eventi indica che entrambi sono la causa più frequente di gravissimi incidenti.
IL SISTEMA “BRUCO” (No man entry) : ELIMINARE I RISCHI PER IL FATTORE UMANO
La tecnologia brevettata da Petroltecnica Spa permette di operare senza l’ingresso dell’operatore.
Essa consiste nell’utilizzo di uno speciale robot chiamato Bruco che viene introdotto all’interno del serbatoio e comandato dall’esterno.
Questa tecnologia fu sviluppata a seguito della decisione di una importante Compagnia Petrolifera multinazionale che, già 15 anni fa, vietò di entrare nei serbatoi. Questa decisione è stata recentemente adottata anche da un’altra multinazionale del petrolio presente in Italia.
Il robot è mosso da un motore pneumatico operato dall’esterno e a distanza di sicurezza dal passo d’uomo del serbatoio. Il semovente robotizzato è solo un appendice di un mezzo di appoggio e di comando dotato a bordo di tutte le apparecchiature necessarie per operare in totale autonomia, anche su una stazione di servizio completamente chiusa e senza energia elettrica ed acqua. Quando il mezzo riparte dal cantiere nessun impatto è lasciato sul posto, inclusi i rifiuti generati
Dotato di una serie di spruzzatori che emettono un getto d’acqua a pressione (regolabile) fino a 280 bar. Gli spruzzatori sono montati su una barra che, comandata dall’esterno, può essere posta in posizione verticale o orizzontale in modo da indirizzare i getti d’acqua alternativamente verso le pareti e verso la generatrice superiore del serbatoio per una pulitura più accurata.
Mentre percorre il fondo del serbatoio spruzzando l’acqua sulle pareti, Bruco aspira i fondami presenti, il residuo di prodotto e l’acqua di lavaggio utilizzata.
Contemporaneamente i vapori vengono aspirati con apposita manichetta e filtrati sul mezzo di appoggio. Non si genera pertanto fuoriuscita di vapori pericolosi dal passo d’uomo.
Il robot è anche dotato di una speciale telecamera “explosion proof” a circuito chiuso che permette di controllare visivamente la pulizia del serbatoio e di effettuare un’ispezione accurata dello stesso.
I costi della pulizia con il Bruco sono decisamente concorrenziali con quelli della pulizia tradizionale mentre i tempi sono, generalmente, anche più brevi. L’operazione dura circa un’ora che sale mediamente a tre con le operazioni di preparazione e ventilazione finale.
Il rifiuto prodotto durante l’operazione di pulizia è molto inferiore rispetto a quello generato con i metodi tradizionali, e questo contribuisce a contenere i costi dell’operazione, oltre che assicurare un minore impatto ambientale
La logica del “continuous improvement” che ha sempre ispirato Petroltecnica ha fatto sì che anche il Bruco di oggi sia solo un lontano parente, un discendente, del Bruco iniziale.
Dotato di un sistema video all’avanguardia che, grazie a una potente illuminazione LED e a un sistema ottico a fuoco variabile, consente un’ispezione di qualità impensabile fino a pochi mesi fa.
La sensibilità delle Società petrolifere verso la sicurezza nelle operazioni di pulizia dei serbatoi è cresciuta esponenzialmente, proprio a causa di gravissimi incidenti anche fuori dai confini nazionali , a soprattutto a livello europeo.
Il Bruco è stato chiamato ad operare all’estero in misura crescente: Francia, Germania e Grecia, con richieste sempre più pressanti anche da altri Stati Europei.